...nel
1999 che si capì fino in fondo il potenziale impatto
di questa nuova fonte energetica: nel febbraio di quell'anno,
infatti, l'Islanda annunciò un ambizioso piano a lungo
termine volto a trasformare la propria economia nella prima
al mondo fondata sull'idrogeno.
La realizzazione del programma è stata affidata a una
joint-venture fra le società transnazionali (Royal Dutch/Shell,
Daimler-Chrysler e Norsk Hydro) e sei partecipanti islandesi
( Reykjanes Geothermal Power Plant, Reykjavik Municipal Power
Company, una società produttrice di fertilizzanti, University
of Iceland, Iceland Research Istitute e New Bussiness Venture
Fund). I partecipanti islandesi controllano il 51,01% della
partnership, battezzata <<Iceland New Energy>>.
Thorstein Sigfusson, docente di fisica all'università
di Reykjavik e presidente dell'Iceland New Energy, afferma che
l'obiettivo del consorzio è giungere nell'arco di vent'anni
a una completa gestione dell'economia islandese con l'idrogeno,
eliminando quasi completamente i combustibili fossili. La prima
fase del piano prevede la conversione a idrogeno del parco nazionale
di automobili, autocarri e autobus, inmediatamente seguita dall'adozione
dell'idrogeno per generare calore, luce ed energia elettrica
per fabbriche, uffici e abitazioni. L'Islanda è già
nota come <<il Bahrein del Nord>>, e già
si parla del suo primato nella produzione di idrogeno e nell'esportazione
verso l'Europa.*
*Jeremy
Rifkin: Economia all'Idrogeno - 2002 Arnoldo Mondadori Editori
S.p.A., Milano